Salute: altri usi dell'Ipoclorito di sodio

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Salute: altri usi dell'Ipoclorito di sodio

Messaggioda spyrozzo » 16/09/2016, 11:53

noi usiamo l'ipoclorito di sodio per potabilizzare l'acqua, ma gli usi di questo prodotto non si limitano solo a questo utilizzo.
ecco qui qualche pratico utilizzo

Herpes Simplex (1 . 2 . 3)

L’Herpes in Italia colpisce circa dieci milioni di persone all’anno, mediamente negli USA ne appaiono 70 – 100.000.000 di casi l’anno e per l’Herpes Varicella Zoster o “fuoco di S. Antonio” si contano circa 3.400.000 casi all’ anno. Quando appaiono le vescicole o i rossori (e comunque i segni premonitori) fare una bagnata anche solo con i polpastrelli di Ipoclorito di Sodio al 6% (ossia, pochi ml) per 20” – 30” Inizierà bruciando un pò per 15” e tutto passerà in un’ ora, lasciando piccole crosticine, che scompariranno in poco tempo. Quando ricompariranno di nuovo gli Herpes, ripetere come sopra e, agendo sempre così, anche le recidive diraderanno sempre più fino a che scompariranno definitivamente.

Papillomavirus ( HPV)

Tutte le donne non vergini nel mondo lo possono contrarre in vagina, dove occorrerà il Medico ginecologo per introdurre fino alla cervice uterina la dose di Ipoclorito di Sodio al 6% 3cc. Con la somministrazione si ha l’immediata scomparsa degli HPV presenti (tutti i tipi), dei funghi e del prurito, nel caso di nuove infezioni ripetere fino alla completa scomparsa. I Condilomi presenti anche tra gli uomini vanno trattati dal medico, bagnando l’area attorno e introducendo in ognuno (con siringa insulinica) la soluzione di 1 ml d’ Ipoclorito di Sodio al 6%.

Afte

L’ Afta colpisce nel mondo con una incidenza calcolata tra il 70 ed il 90% della popolazione. Per agire con il metodo Ruffini serve il Medico e/o l’ Odontoiatra, il quale con un cottonfioc imbevuto di Ipoclorito di Sodio al 6% deve effettuare delle veloci toccature senza sfregare mai, tenuto 20”. Si sentirà bruciore forte per 15” ma il beneficio e la veloce scomparsa della lesione e del dolore (al tatto è certo) si otterrà in poche ore.

Candida mucogenetica cronica

E’ una patologia rara presente dalla nascita, è una malattia genetica per la quale bisogna sempre insistere con antifungini della farmacopea ufficiale, costringendo il sofferente a spese continue e sacrifici per tutta la vita. Viceversa, l’applicazione d’Ipoclorito di Sodio al 6% offre immediatezza e risparmio.

Candida mucogenetica

Candida albicans (la contrai l’80% della popolazione mondiale) Per l’applicazione in vagina occorre il Medico ginecologo che deve introdurre fino alla cervice uterina 3cc d’ Ipoclorito di Sodio al 6%. Così facendo, si ha una immediata scomparsa dei funghi, del prurito, e una diminuzione delle cariche microbiche e di tutti gli HPV eventualmente presenti (anche qui s’intende, fino a eventuali nuove infezioni).

Intertrigo

è presente nel 17% circa della popolazione mondiale. Con un batuffolo di cotone, intriso di Ipoclorito di Sodio al 6% o più, fino al 12%, bagnare bene tutta l’area interessata, solitamente interdigitale dei piedi, lasciandolo 30” e successivamente sciacquare. All’occorrenza (ma solo all’occorrenza) dopo 3 giorni, lo si può ripetere. Si raccomanda, però, di disinfettare a caldo (possibilmente bollendola) la biancheria precedentemente usata a contatto con la zona infetta, ed in caso fossero i piedi meglio buttare via i calzini usati (più sicuro). Insomma, bisogna essere certi che non ci siano più i responsabili, per non temere di rivederlo un dì.

Follicolite decalvante

Colpisce circa 3.000.000 di persone all’anno nel mondo, ed è presente tra le malattie rare. Bagnare tutto il cuoio capelluto con Ipoclorito di Sodio al 12% per 30” – 40” e poi lavare la testa. Brucerà per alcuni secondi, ma il risultato, ossia, la scomparsa dello Stafilococco aureus (il responsabile della malattia) e, finalmente, l’interruzione della decalvazione è certissima. Ricordarsi che comunque i capelli persi sono persi e non ricresceranno mai più perché quel tipo di Stafilococco aureus, oltre che resistente a tutti gli antibiotici presenti attualmente sul mercato mondiale, al suo arrivo infundibolare lede e spegne perennemente i follicoli piliferi. Logico e saggio dunque, sarebbe l’agire alle prime avvisaglie prima che si formino chiazze evidenti.

Ulcera di Burulì

Rappresenta per incidenza nel mondo la terza micobatteriosi dopo la tubercolosi e la lebbra. Essa, andrebbe affrontata con tempestività e decisione fin dagli esordi, ossia, dal bottone iniziale. Bagnare dapprima tutta l’area di cute circostante (compreso il bottone) con Ipoclorito al 12%, poi, con siringa insulinica entrare nel bottone ed inserire 1 – 3 ml secondo ampiezza. Se già a lesione aperta, bagnare l’area circostante e, con la siringa carica di qualche ml, entrare minuziosamente nei bordi cutanei attorno (occorre calma, farsi esperienza e pazienza, tanto più se estesa), attualmente, solo così il Mycobacterium si vince. Controindicazioni: a parte i brevi bruciori, non ce ne sono.

Ferite MRSA

E’ presente ovunque nel mondo, soprattutto negli ospedali ed è in costante ascesa. Una decisa disinfezione va fatta sopra la ferita bagnandola con Ipoclorito di Sodio al 12% per 30 - 50” (non fermarsi al bruciore) ottiene subito benefici, vincendo “ipso facto” tutti i microbi (come il responsabile Stafilococcus aureus), tutti i funghi e tutti i virus, eventualmente presenti, portando in breve tempo ala sperata guarigione

Piede diabetico infetto

Piede diabetico infetto, presente in tante persone diabetiche con rischi percentualmente importanti di contrarre serie patologie conseguenti come Fasciti, ischemie reattive, amputazioni, Osteomieliti con possibile morte per infezione setticemica. Bagnare al primo dubbio tutta la ferita senza timore con Ipoclorito di Sodio al 12% per 30” – 40”; passa così anche il dolore (ma non l’ipersensibilità). Essendo il Diabete una patologia cronica, opportuno sarebbe un pediluvio ogni 3 settimane, sempre con Ipoclorito di Sodio al 12% 4 cc immesso e così diluito in acqua della bacinella stessa, al fine di impedire altre infezioni sempre possibili.

Forfora

E’ un problema presente e persistente in milioni di persone nel mondo, se non di più. Bagnare il cuoio capelluto con Ipoclorito di Sodio al 9 - 12% per 30” – 40” poi e lavare la testa con quello che si vuole. Per “bagnare il cuoio capelluto”, intendo dire di farlo con le dita, in un gesto uguale all’arruffamento dei capelli, bagnando tutto il cuoio capelluto, senza timore di nulla. Si sentirà solo un breve bruciore, per quanto dura il tempo dell’applicazione. Con una o al massimo due applicazioni (dopo 6 giorni dalla prima) si raggiunge l’effetto sperato. Se, l’applicazione è fatta bene e completa, non ne servono altre, poi basta osservare nei giorni seguenti la scomparsa della forfora e delle odiate scaglie “borotalco”.
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