i materassini

Qui si parla di quello che serve per dormire

i materassini

Messaggioda spyrozzo » 23/12/2015, 8:50

il materassino è una componente fondamentale del nostro buon sonno in escursione. la sua scelta o comunque la sua comprensione, ritengo è cosa importantissima.

Articolo gentilmente offerto dall'amico stefanobi ed il suo sito Housegate.net
http://www.housegate.net/woodvival/bivacco/materassini/materassini.htm

Intanto: a cosa serve un materassino? Serve naturalmente a dormire sul morbido. Ma serve anche e soprattutto ad isolare il corpo dal terreno freddo, riducendo al massimo la perdita di calore dovuta a conduzione.

Ma perchè è così difficile fare un buon materassino isolante? Per rispondere occorre spiegare prima, per chi non lo sapesse, cos'è un materiale isolante. Un materiale isolante è un materiale in grado di intrappolare, nella sua struttura, la maggior quantità di microbolle di aria possibili. Queste microbolle, a contatto con il corpo, si scaldano, e le fibre dell'isolante le trattengono vicino alla pelle, creando un microclima ideale. Le piume e le moderne imbottiture sono proprio un reticolo di fibre sottilissime, che al loro interno trattengono una grandissima quantità di microbolle d'aria. Ricordiamoci sempre che nessun materiale produce calore!! Il generatore è sempre il nostro corpo, gli isolanti servono solo a impedire a questo calore di disperdersi.

Quindi, tornando alla domanda di prima, perchè è difficile fare un buon tappetino isolante? Per un semplice fatto: il nostro corpo pesa, e il suo peso comprime quello che c'è sotto: gli abiti, il sacco a pelo e il PAD (tappetino, PAD è più corto da scrivere . La compressione spinge via le microbolle d'aria calda che il nostro corpo ha generato, e che creano quel microclima confortevole che ci fa stare bene, e il corpo si raffredda. Una coperta di piuma d'oca spessa 30 cm messa sopra di noi ci farà sudare anche a -30°. Ma se la stessa coperta la mettiamo sotto di noi il suo spessore si ridurrà a pochi centimetri, la quantità di aria intrappolata sarà ridottissima e ci congeleremo. Alcuni costruttori di sacchi a pelo fanno l'imbottitura differenziata proprio per questo: più spessa ai lati e sopra, più sottile sotto. Perché sotto l'imbottitura serve a poco, inutile sprecare peso e soldi. Il calore, sotto, deve essere dato non dal sacco a pelo (e dagli abiti che indossiamo) ma dal materassino. Per questo il suo compito è estremamente importante e non da sottovalutare.

I vari tipi di materassini che si trovano in commercio hanno valori di isolamento diversi, infatti sono diversi i materiali utilizzati e la tecnologia costruttiva impiegata.

In linea di massima ci sono in commercio 3 tipologie di materassini: i CCF, gli autogonfianti e i gonfiabili. Possiamo pensare ai gonfiabili come ai classici materassini "da spiaggia" pieni solo di aria, ai CCF come a una schiuma solida ma elastica a microcelle inferiori ai 2 mm di diametro, e agli autogonfianti come una via di mezzo fra i CCF e i gonfiabili. Ci sono sul mercato anche altre tipologie di materassini, utilizzate in casi particolari come le spedizioni artiche, ma hanno costi, pesi, ingombri ed impieghi che qui non interessano.

Innanzitutto vediamo di capire l'unità di misura usata dall'industria per indicare l'isolamento di un materiale. Si tratta di R-Value, che è l'unità di misura che indica il potere isolante, e quindi l'impedenza, il contrasto alla perdita di calore di un dato spessore di materiale isolante in specifiche condizioni. Viene indicato nei modelli di alcuni produttori seri come la Therm~a~ Rest, ma purtroppo non è obbligatorio. Comunque per i produttori seri esporre tale valore è un plus che indica attenzione verso il Cliente, quindi il costo maggiore dei loro prodotti secondo me è giustificato non solo dalla indubbia maggiore qualità, ma anche dalla serietà e professionalità.

Un valore R pari a 0 significa nessuna capacità di isolare, e quindi di ritardare, o rallentare, la perdita di calore assicurata da un certo spessore di materiale in condizioni ambientali di 0° Celsius. Un valore R pari a 5 è detto neutrale, perchè permette al corpo di non perdere e di non guadagnare calore se posto su una superficie di 0° C. Valori superiori significano maggior confort e calore in condizioni estreme.

Un'altra cosa importante da sapere è che il valore R dei materiali isolanti è (quasi del tutto) direttamente proporzionale al loro spessore. Se un pad ha valore R pari a due, mettendolo doppio il valore R salirà a 4 (in realtà è leggermente superiore al doppio, ma non facciamo i pignoli, è già complicato così ).

Teniamo infine presente che l'R-Value si applica ai materiali isolanti, non solo quelli utilizzati nei materassini ma anche per esempio negli isolanti usati in edilizia come la lana di roccia, o nell'industria, ma non si applica ai tessuti. I tessuti utilizzano come unità di misura del potere isolante il CLO, che è tutta un'altra cosa, quindi non confondiamo CLO e R-Value.

Nel caso dei materassini citiamo alcuni esempi classici:
R 0,95 (al massimo) di un materasino da spiaggia (gonfiabile)
R 2,8 del Neo Air (gonfiabile a celle e parzialmente isolato)
R 3.8 del Prolite Plus (autogonfiante)
R 2,7 di un CCF STANDARD da 5/8" (1,5 CM)
8 di materassini da spedizione come l'Exped Downmat 9.

Sono solo alcuni esempi, in commercio si trovano per esempio CCF sottilissimi, da 1/8 di pollice, con R 0,5, e CCF molto spessi, da 1 pollice, con R 4,3.

Vediamoli uno a uno.

Sui gonfiabili puri non c'è niente da dire: sono solo aria e un po' di tessuto, e l'aria non è un isolante. In questo caso si potrebbe parlare forse di CLO, visto che l'isolamento è dato solo dal tessuto. Questa struttura genera fenomeni di convezione naturale, che si hanno in sacche d'aria fino a 2 mm di diametro, provocando un ulteriore raffreddamento del corpo. Il valore R di questi prodotti è molto prossimo allo 0. In piena estate possono andare benissimo per darci comfort e ridurre il sudore, con il freddo non vanno bene. Questi materassini sono relativamente leggeri, praticamente solo il peso del tessuto di cui sono fatti (ma alcuni sono di plastica, e quindi parecchio pesanti), e costano pochi euro (qualche decina quelli - pesantissimi - che hanno un tessuto simile al micropile incollato sopra).

Il Neo Air, a differenza dei materassini gonfiabili tipo spiaggia, utilizza una particolare struttura interna, che assomiglia a un nido d'ape largo, che riduce i fenomeni di convezione naturale, anche se non li elimina. Il peso di 400 grammi contro uno spessore di ben 6,3 cm è dovuto proprio a questo: la quasi totale assenza, all'interno, di elementi isolanti (ricordiamoci che un isolante non è altro che qualsiasi materiale in grado di intrappolare l'aria in celle molto piccole). Il resto del valore R è dato dal fondo più spesso e parzialmente termoriflettente.

Gli autogonfianti sono un materassino di schiuma fatto a listelle (o rombi, o quadri, o cerchi, o nido d'ape... i sistemi utilizzati sono molti) infilato dentro a un materassino gonfiabile. La sua autogonfiabilità è data proprio dalla schiuma interna, che si espande quando apriamo la valvola, allarga l'involucro e aspira l'aria dall'esterno. Il loro alto valore R è dato proprio dalla schiuma, che riduce al massimo i fenomeni di convezione naturale, e permette di mantenere, intrappolata nelle cellette di cui la schiuma stessa è composta, il calore generato dal corpo. Il peso aumenta, ma il comfort è superiore a quello di un comune CCF, perchè l'aria aiuta la schiuma morbida a non comprimersi eccessivamente. Il potere isolante rimane comunque al di sotto di quello di un CCF di pari spessore (il Pro Lite Plus dichiara R 3,8 per 1,5 pollici di spessore - un CCF di 1,5 pollici ha un valore R pari a 6,5). Il perchè di questo è che comunque devono poter essere notevolmente compressi, e questo richiede l'utilizzo di schiume morbide, e quindi con celle d'aria di dimensioni superiori a quelle dei CCF classici. Bolle più grandi significano meno microunità di aria intrappolata, e quindi meno isolamento a parità di spessore.

Per ultimo veniamo ai CCF (si trovano in commercio anche come EVA). Sono i classici materassini di una volta, che però vanno sempre bene:

Immagine Immagine

Se teniamo presente che un CCF da 1 pollice dichiara un R-Value di 4,3 possiamo farci i calcoli per sapere che spessore ci serve nelle condizioni in cui pensiamo di utilizzarlo. Raddoppiandolo arriviamo a 8,7 R. Occhio, però: non è che se ne mettiamo 10 ottenendo un enorme R pari a 47 potremo cuocerci la carne sopra!!! Il calore che comunque verrà trattenuto è solo quello che il nostro corpo è in grado di produrre. Il pad intrappola il calore impedendogli di disperdersi, non lo produce!!! Un CCF da 5/8, R-value 2,7, pesa circa 230 grammi (incluse cinghie di compressione e fondo termoriflettente) e costa circa 12 euro. Questa tipologia di PAD offre quindi, a mio avviso, il miglior rapporto peso/R-Value/costo/resistenza possibile. Questi materassini si possono usare senza paura sul terreno nudo, sui sassi, e come sedili, perchè anche se si tagliano non perdono il loro potere isolante. Sono il massimo, a mio avviso. Allora perchè non utilizzarli intensamente? Per un semplice motivo: un CCF da un pollice è un tubo alto 51 cm e spesso circa 23 cm. Due occupano circa il doppio. Quindi il loro handicap è il fatto che non si possono ridurre di volume.

Sotto vediamo anche in pratica quanto R ci serve per far fronte a varie temperature (dell'aria!!!! Non temperature del piano su cui ci appoggiamo):

R-value = 1.1 .... da 14 a 11°C
R-value = 1.6 .... da 10 a 6,5°C
R-value = 2.2 .... da 6,4 a 1,6°C
R-value = 2.7 .... da 1,5 a -2,7°C
R-value = 3.3 .... da -2,6 a -8,3 °C

Sono valori questi appena citati stilati da un gruppo di professionisti, non studiati in laboratorio, quindi non li consideriamo come Vangelo, ma come linee guida da testare e verificare personalmente!!!



Concludendo, direi che possiamo tranquillamente utilizzare il nostro autogonfiante. Quando dovremo affrontare temperature inferiori al suo grado di isolamento non dovremo comperare un costosissimo nuovo autogonfiante con un R maggiore, ma semplicemente aggiungeremo un economico CCF, che sommerà il suo R-Value a quello già disponibile, portando pazienza per l'ingombro notevole. Lo spessore del CCF aggiuntivo che ci serve adesso lo possiamo calcolare, utilizzando le informazioni qui sopra (1 pollice ha un R-Value di 4,3, mezzo pollice la metà, due pollici il doppio e così via).

Ecco, questo è quanto. Spero di essere stato chiaro, semplice ed esauriente.
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